tradizioni natalizie

CORONA D'AVVENTO

L'uso della Corona d'Avvento è da collegarsi ad un'antica consuetudine germanico-precristiana, derivata dai riti pagani della luce, che si celebravano del mese di Yule (dicembre).

Nel XVI secolo si diffuse tra i cristiani divenendo un simbolo del periodo che precede il Natale.

La Corona d'Avvento è un cerchio realizzato con foglie di alloro o rametti di abete (il loro colore verde simboleggia la speranza, la vita) con quattro ceri.

Durante il Tempo di Avvento (quattro settimane) ogni domenica si accende un cero.
Secondo una tradizione, ogni cero ha un suo significato: c'è il cero dei profeti, il cero di Betlemme, quello dei pastori e quello degli angeli.
La corona può venire appoggiata su un ripiano o appesa al lampadario. L'accensione di ogni cero è accompagnata da un momento di preghiera.
Si conclude con un canto alla Madre di Gesù.

Miracolo nella 34^ strada

Miracolo nella 34^ strada 

(George Seaton - 1947)


Tony, il Babbo Natale che inaugura i festeggiamenti natalizi dei grandi magazzini di Cole a New York, è ubriaco, e così viene sostituito in tutta fretta, su idea della dinamica direttrice del marketing, Dorey Walker, da Kriss Kringle, anziano signore che già aveva rimbrottato aspramente l'uomo per la sua condotta scandalosa, e che sostiene  di essere l'autentico Babbo Natale.
Dopo la trionfale parata con slitta e renne, costui intrattiene i bimbi da Cole, e talora indirizza i loro genitori in ristrettezze finanziarie dove possono comprare a prezzi inferiori, cosa che dapprima sconcerta Dorey, che poi ha l'idea, su consiglio dell'amico Brian Bedford, avvocato, innamorato segretamente di lei, di sfruttare la cosa come campagna pubblicitaria con enorme successo.
Anche la figlioletta di Dorey, Susan, è conquistata da Kriss, che le promette per Natale una nuova casa, un papà ed un fratellino.
Il rivale di Cole, Lamberg, è furente, e incarica i suoi promoter Jack Duff e Alberta Leonard, di ingaggiare Kringle.
Al suo rifiuto, decidono di rovinarlo.
Corrompono Tony perché provochi Kringle, che accusato addirittura di molestie ai bambini si avventa per colpirlo e viene arrestato.
Scagionato dall'accusa di percosse, resta ricoverato perché sostiene di essere babbo Natale in persona.
Il pubblico ministero Ed Collins, amico di Lamberg, nonché del giudice, briga per ottenere l'interdizione dell'uomo, ma Brian, che ha invano donato un anello di fidanzamento a Dorey, assume la difesa di Kringle, e provocando un processo, con abili cavilli riesce a far emettere una sentenza a favore.
Prima di scomparire, Kringle combina un incontro notturno e un matrimonio tra Dorey e Brian; fa regalare loro dalla ditta una nuova casa come premio per l'incremento delle vendite, e Susan potrà sicuramente, magari dopo nove mesi, avere anche l'ultima parte del regalo promessole da Babbo Natale: un fratellino.

La vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa

(di Frank Capra, 1946)


Vigilia di Natale.
George Bailey, uomo onesto, leale e generoso, sull'orlo della bancarotta, decide di farla finita, ma un angelo disceso dal cielo lo soccorre, facendolo riflettere sugli straordinari effetti della sua vita su quella di tanti altri, convincendolo a desistere dal folle progetto.
 Sarà proprio grazie all'amore e all'aiuto di tutti che George vincerà la sfida.

La vita è meravigliosa è un insuperabile inno a vivere la vita fino in fondo, il film natalizio per eccellenza!

La leggenda del Pettirosso.



Nella stalla dove stavono dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano cosi stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.

Nella stalla c’era un altro ospite: un uccellino marrone.
Era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù
e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato
da lì neppure per tutto l’oro del mondo.

Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, l’uccellino pensò al freddo che avrebbe patito il bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia.
Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all’ultima brace.

Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perchè riprendessero ad ardere.
Il piccolo petto bruno dell’uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco,
ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalle brace e gli bruciarono le piume del petto ma egli continuò a battere le ali finchè alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata. Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò di orgoglio
e di felicità quando il Bambino Gesù sorrise sentendosi avvolto dal calore.

Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione
al Bambino di Betlemme.

Torta di pane con frutta fresca e secca





Ingredienti: 150 gr di pane (raffermo o meno, non importa),
4 dl di latte,
3 uova,
30 gr di burro,
100 gr di zucchero,
50 gr di uvetta secca, qualche albicocca secca, qualche fico secco,
1 pera o una mela,
80 gr di zucchero per il caramello.


-  Spezzate il pane e mettetelo in una ciotola.
Versateci il latte tiepido e lasciate ammorbidire per mezz'ora circa.
Schiacciate il pane con una forchetta per disfare il più possibile i pezzi.
Unite lo zucchero, il burro fuso e le uova intere.
Unite ora la frutta di vostra scelta: le albicocche e i fichi vanno tagliati a fettine sottili. Le pere o mele vanno sbucciate e tagliate a pezzi piccoli. Se vi piace, potete bagnare l'uvetta con un po' di liquore. Unite la frutta all'impasto e mescolate bene.

- Versate l'impasto nello stampo e cuocete a 170 gradi per 50 minuti circa.
- Caramellate lo zucchero: versatelo in un padellino e fatelo cuocere a fuoco medio fino a quando avrete un caramello ambrato (non lasciatelo mai scurire troppo: brucia e diventa amaro).
Versatelo sul dolce cercando di distribuirlo in modo artistico

- Servite il dolce  a temperatura ambiente o anche freddo di frigorifero.
Nota: conviene preparare il dolce con 24 ore di anticipo, diventa  più buono.

Vespro di Natale




Incappucciati, foschi, a passo lento,

tre banditi ascendevano la strada

deserta e grigia, tra la selva rada

dei sughereti, sotto il ciel d’argento.

Non rumore di mandre o voci, il vento

agitava per l’algida contrada.

Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada

ridea bianco nel vespro sonnolento.

O vespro di Natale! Dentro il core

ai banditi piangea la nostalgia

di te, pur senza udirne le campane:

e mesti eran, pensando al buon odore

del porchetto e del vino, e dell’allegria

del ceppo, nelle lor case lontane.


Sebastiano Satta

(Sardegna)

La leggenda delle campane di Natale

La leggenda delle Campane di Natale

I pastori si affollarono a Betlemme mentre viaggiavano per incontrare il neonato re. Un piccolo bimbo cieco sedeva sul lato della strada maestra e, sentendo l'annuncio degli angeli, pregò i passanti di condurlo da Gesù Bambino. Nessuno aveva tempo per lui.

Quando la folla fu passata e le strade tornarono silenziose, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Pensò "Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!" e seguì la campana fino alla stalla ove la mucca portò il bimbo cieco fino alla mangiatoita dove giaceva il neonato Gesù.